Le Terme

Le Terme

Narra la leggenda che Ercole, di passaggio nell’Etruria, fosse sfidato dai Lucumoni etruschi a dare prova della sua forza straordinaria: l’eroe allora conficcò in terra un enorme palo, che nessuno oltre a lui riuscì a divellere; dal gigantesco cratere lasciato nel terreno immediatamente scaturì dell’acqua bulicante, prodigio da cui deriva il nome “Bulicame” che ancor oggi identifica la sorgente principale del bacino termo-minerale viterbese.

Gli antichi stabilimenti termali
Lungo il tracciato dell’antica via consolare Cassia (oggi non più visibile tranne che per un breve tratto a cavallo del Fosso Risiere) sorgevano, in epoca romana, ben quattordici stabilimenti, di molti dei quali rimangono tracce importanti che, sebbene ormai dirute e abbandonate, ci ricordano la millenaria tradizione termale di Viterbo:

  • Terme del Masso o Massi di S. Sisto (Località Palliano): questi ruderi ben conservati, insieme a frammenti di tegole, marmi e terracotte sparsi nei campi circostanti, fanno pensare che il complesso si estendesse in maniera notevole. Circa 1,5 km più a nord scorre il Fosso Risiere, presso cui affiora l’unico tratto ancora visibile del pavimentum della Cassia antica.
  • Terme degli Ebrei: di esse, situate nei pressi dell’odierno stabilimento “Terme dei Papi”, e a strapiombo sul Fosso Caldano, rimane un massiccio rudere completamente coperto di rovi. Questo stabilimento fu probabilmente riutilizzato in epoca medioevale, come dimostrerebbero alcuni particolari costruttivi.
  • Terme delle Zitelle: di questo stabilimento rimangono, oltre a una parte della struttura esterna, dei meravigliosi pavimenti a mosaico, oggi purtroppo non visitabili.
  • Terme della Lettighetta: stupendo esempio di costruzione romana a pianta quadrata, la cui forma ricorda quella di una lettiga, da cui il nome. A 100 metri da essa si ergono i resti di due ambulacri dell’età repubblicana.
  • Terme del Bacucco: costituiscono i resti più maestosi fra quelli presenti nel territorio viterbese e testimoniano la grandiosità e sontuosità che doveva avere in origine questo stabilimento. Colpito dalla loro bellezza, Michelangelo ne tracciò due schizzi a penna.
  • Terme dei Papi: la piscina è situata all’interno dell’impianto delle terme dei Papi di Viterbo e grazie alla sua temperatura è possibile fare il bagno anche in inverno.

    A disposizione delle Terme dei Papi di Viterbo vi sono anche altre sorgenti termali che dal punto di vista della medicina termale,si discostano dalle suddette per composizione e indicazioni,creando un’ulteriore molteplicità e diversificazione delle possibilità di intervento terapeutico (ad esempio in gastroenterologia,angiologia,stomatologia), come avviene per la storica sorgente del Bagno del Papa che scaturisce da falde sottostanti lo stabilimento,efficacemente impiegata nella cura delle vasculopatie periferiche.

    Perla del centro termale delle terme dei Papi di Viterbo è la suggestiva grotta terapeutica caldo-umida. Le  condizioni ambientali sono create naturalmente per caduta dell’acqua ipertermale sotto forma di cascatelle.

Fonte Visitviterbo