La Via Francigena

All'inizio del millennio l'Europa divenne un grande collettore di strade percorse da una moltitudine di pellegrini alla ricerca della perduta "Patria Celeste".
I luoghi di attrazione per coloro che intraprendevano questo cammino erano, come noto, tre: Roma, la Terra Santa e Santiago di Compostela.
L'accesso a Roma era assicurato dalla così detta "via Francigena" o "Romea" che, partendo da Canterbury, portava a Roma percorsa, per almeno sette secoli da sovrani, imperatori plebei e religiosi.
Il viaggio che aveva una connotazione devozionale, non era una semplice avventura, tanto che, il più delle volte, chi lo intraprendeva faceva testamento. Oggi siamo in grado di ricostruire questo itinerario grazie a un documento lasciatoci da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che nel 994 scrisse, tornando da Roma alla sua diocesi il diario delle varie tappe toccate nel suo viaggio.
Ancora oggi sono rintracciabili sul nostro territorio nella Tuscia, memorie e testimonianze di quel percorso: da Proceno, stazione di posta ad Acquapendente fino ad arrivare a Viterbo che divenne uno dei cardini dell'intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche.